Posts tagged ‘arte e artisti’

2011/10/08

Candela Verde – Patafisici Incontri – ieri al bar del vecchietto fumante

candela verde

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2011/07/24

Radiohead

There are two colours in my head.

2011/07/13

Arte?

Artisti, pennellomaniaci, imbrattatori di tele e telai, creatori di veri capolavori, esegeti delle meraviglie, commendatori onnivori, umani onnipresenti e onniscienti che vanno ad alimentare l’incredibile rappresentazione; tutto ad opera e consumo di chiunque voglia avvicinarsi a questo caleidoscopico calembour. Si parla di sovente del vuoto dell’arte, di quanto tutto sia costruito, affidato a menti sottili – prese in prestito se la propria non riesce a raggiungere i necessari ragguardevoli lumi – ad avidi calcolatori tramutatisi all’occorrenza in galleristi… e via così a percorrere una lunga strada di artistiche nefandezze fino ad arrivare all’opinione che l’arte e il mondo artistico oggi stiano, poco signorilmente, grattando il fondo del barile e che quelle che vengono esposte non siano opere d’arte. Non sono daccordo, o meglio, per non concordare è stato necessario rifletterci parecchio su e anche rivedere le mie posizioni. Per lungo tempo mi sono sentita a disagio nel presenziare ad una mostra d’arte contemporanea; che si trattasse di un allestimento immenso o della più piccola premiazione post concorso, io ero in difficoltà. Difficoltà forse non è la parola giusta; diciamo che stavo scomoda, come quando si indossa un paio di scarpe che è di una mezza misura in difetto rispetto alla propria e si finisce per passare la serata a cercare il modo di esser meno infastiditi. Chiaramente questa condizione mi creava delle notevoli seccature, tanto più che i miei interessi e i miei studi, per quel che può contare, sono decisamente in ambito artistico. Non facevo a tempo ad entrare nella sala che si presentava ad accogliermi una nausea simil gravidica, l’affastellarsi davanti alle opere esposte mi dava l’orticaria, e il potenziale vernissage i sintomi di un post sbornia: un disastro somigliante alla celebre sindrome di Stendhal, solo che in negativo. Ammetto di aver guardato di sovente i manufatti esposti con squisito orrore, di aver apprezzato maggiormente i quadrucci seriali venduti nei centri commerciali e di essermi chiesta altrettante volte se proprio dai medesimi centri commerciali provenissero tali brutture. In compenso ero lieta che le mie tremende constatazioni fossero genuine e non dettate da elitaria e intellettuale misantropia, ma piuttosto da vero estetico raccapriccio; ribrezzo che per altro ha contribuito a causarmi indiscrete pessime figure. Anche parlare con alcuni artisti non era d’aiuto, anzi verosimilmente aumentava il mio disappunto. Me ne tornavo a casa parecchio sconsolata e mi univo al coro dei disperati che si chiede borbottando se i lavori osservati possano essere chiamati “arte” e, in caso negativo, che fine avesse fatto l’arte e se ci fosse almeno un messaggio in segreteria. Poi, degna erede della platinata soubrette col carrè, ho capito che “l’arte è qui!”, proprio nella medesima sala fonte del mio disprezzo. Perché, se come mi è stato insegnato, l’arte rende manifeste le attività umane, le emozioni, spiega e trasmette un’immagine della società, incornicia le nefandezze comuni, declina passaggi o fa semplicemente parlare di se… bene allora oggi le sale sono piene di specchi perfetti, quindi anche assolutamente artistici. Verrebbe da chiedersi comunque in che razza di società viviamo; ma per quello ci sono antropologi, sociologi, filosofi, psicologi e nei casi più interessanti psichiatri.

2011/03/02

Enrico Baj fa del bene alla gente

Collage, tuberie, merletti, trine, bottoni, carta da parati, arzigogolamenti letterari e orgiastici.

Enrico Baj fa del bene alla gente, esattamente nel momento in cui il visitatore si rende conto che non si trova dinanzi ad un artista bensì ad un tonico per l’intelletto.

Baj è meglio del caffè.