Archive for ‘arte e artisti’

2013/01/16

Calendario Patafisico Perpetuo by Collage de ‘Pataphysique

ordinacalendariopatafisico1

Bisogna averlo! Calendario del fruttarolo, addio!

MODULO D’ORDINE http://collagedepataphysique.files.wordpress.com/2012/12/modulo_ordine_calendario3.pdf

MAGGIORI INFO http://collagedepataphysique.wordpress.com

2012/09/08

Assolutamente il primo

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Buon Primo Assoluto, natività di Alfred Jarry!

Che la Scimmia Cinocefala possa allietare la vostra giornata con i suoi “HA!HA!”

2012/06/07

Il Tempo. Omaggio a Ray Bradbury

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Ray Bradbury (Waukegan, 22 agosto 1920Los Angeles, 5 giugno 2012)

C’era come un odore di Tempo, nell’aria della notte. Tomàs sorrise all’idea, continuando a rimuginarla. Era una strana idea. E che odore aveva il Tempo, poi? Odorava di polvere, di orologi e di gente. E che suono aveva il Tempo? Faceva un rumore di acque correnti nei recessi bui d’una grotta, di voci querule, di terra che risuonava con un tonfo cavo sui coperchi delle casse, e battere di pioggia. E, per arrivare alle estreme conseguenze: che aspetto aveva il Tempo? Era come neve che cade senza rumore in una camera buia, o come un film muto in un’antica sala cinematografica, cento miliardi di facce cadenti come palloncini di capodanno, giù, sempre più giù, nel nulla. Così il tempo odorava, questo era il rumore che faceva, era così che appariva. E quella notte – Tomàs immerse una mano nel vento fuori della vettura – quella notte tu quasi lo potevi toccare, il Tempo. (Cronache Marziane)

2011/12/15

Attenzione! Arriva la prima rivista di ‘Patafisica

collage de patafisique

Info:

– Ai primi 33 abbonati 1 “Quaderno” n. 0 in omaggio. Affrettarsi!

– Con l’abbonamento (4 numeri e adesione al Collage de ’Pataphysique): 1 “Quaderno” n. 0, 1 pubblicazione interna e 1 certificato in omaggio.

– Per ogni abbonamento come dono ad un amico, fino al 31 dicembre 2011, si riceve 2 cartoline personalizzate per avvisarlo del dono e 1 “Quaderno” n. 0 in omaggio.

 Phynanza degli invii postali

1 “Quaderno”: 11 euro
3 copie stesso “Quaderno”: 22 euro
Abbonamento 4 numeri (1, 2, 3, 4), Italia: 33 euro
Abbonamento 4 numeri (1, 2, 3, 4), Estero UE: 44 euro
Abbonamento 4 numeri (1, 2, 3, 4) + Adesione al CD’P: 55 euro
Abbonamento 4 numeri (1, 2, 3, 4), paesi extra UE: 66 euro
Abbonamento 4 numeri (1, 2, 3, 4), Oceania: 77 euro
Abbonamento 4 numeri, Circassia: 88 euro

Per ricevere il modulo d’ordine

e i dati necessari per abbonarti

scrivere: collagepataphysique@katamail.com

2011/11/08

Sonic Youth ovvero Delirio post mediatico 2

Tag:
2011/10/08

Candela Verde – Patafisici Incontri – ieri al bar del vecchietto fumante

candela verde

2011/07/24

Radiohead

There are two colours in my head.

2011/07/16

Disegno

Disegno numero 1: Transustanziazione Patafisica: Testa di Mantice

2011/07/13

Arte?

Artisti, pennellomaniaci, imbrattatori di tele e telai, creatori di veri capolavori, esegeti delle meraviglie, commendatori onnivori, umani onnipresenti e onniscienti che vanno ad alimentare l’incredibile rappresentazione; tutto ad opera e consumo di chiunque voglia avvicinarsi a questo caleidoscopico calembour. Si parla di sovente del vuoto dell’arte, di quanto tutto sia costruito, affidato a menti sottili – prese in prestito se la propria non riesce a raggiungere i necessari ragguardevoli lumi – ad avidi calcolatori tramutatisi all’occorrenza in galleristi… e via così a percorrere una lunga strada di artistiche nefandezze fino ad arrivare all’opinione che l’arte e il mondo artistico oggi stiano, poco signorilmente, grattando il fondo del barile e che quelle che vengono esposte non siano opere d’arte. Non sono daccordo, o meglio, per non concordare è stato necessario rifletterci parecchio su e anche rivedere le mie posizioni. Per lungo tempo mi sono sentita a disagio nel presenziare ad una mostra d’arte contemporanea; che si trattasse di un allestimento immenso o della più piccola premiazione post concorso, io ero in difficoltà. Difficoltà forse non è la parola giusta; diciamo che stavo scomoda, come quando si indossa un paio di scarpe che è di una mezza misura in difetto rispetto alla propria e si finisce per passare la serata a cercare il modo di esser meno infastiditi. Chiaramente questa condizione mi creava delle notevoli seccature, tanto più che i miei interessi e i miei studi, per quel che può contare, sono decisamente in ambito artistico. Non facevo a tempo ad entrare nella sala che si presentava ad accogliermi una nausea simil gravidica, l’affastellarsi davanti alle opere esposte mi dava l’orticaria, e il potenziale vernissage i sintomi di un post sbornia: un disastro somigliante alla celebre sindrome di Stendhal, solo che in negativo. Ammetto di aver guardato di sovente i manufatti esposti con squisito orrore, di aver apprezzato maggiormente i quadrucci seriali venduti nei centri commerciali e di essermi chiesta altrettante volte se proprio dai medesimi centri commerciali provenissero tali brutture. In compenso ero lieta che le mie tremende constatazioni fossero genuine e non dettate da elitaria e intellettuale misantropia, ma piuttosto da vero estetico raccapriccio; ribrezzo che per altro ha contribuito a causarmi indiscrete pessime figure. Anche parlare con alcuni artisti non era d’aiuto, anzi verosimilmente aumentava il mio disappunto. Me ne tornavo a casa parecchio sconsolata e mi univo al coro dei disperati che si chiede borbottando se i lavori osservati possano essere chiamati “arte” e, in caso negativo, che fine avesse fatto l’arte e se ci fosse almeno un messaggio in segreteria. Poi, degna erede della platinata soubrette col carrè, ho capito che “l’arte è qui!”, proprio nella medesima sala fonte del mio disprezzo. Perché, se come mi è stato insegnato, l’arte rende manifeste le attività umane, le emozioni, spiega e trasmette un’immagine della società, incornicia le nefandezze comuni, declina passaggi o fa semplicemente parlare di se… bene allora oggi le sale sono piene di specchi perfetti, quindi anche assolutamente artistici. Verrebbe da chiedersi comunque in che razza di società viviamo; ma per quello ci sono antropologi, sociologi, filosofi, psicologi e nei casi più interessanti psichiatri.

2011/03/02

Enrico Baj fa del bene alla gente

Collage, tuberie, merletti, trine, bottoni, carta da parati, arzigogolamenti letterari e orgiastici.

Enrico Baj fa del bene alla gente, esattamente nel momento in cui il visitatore si rende conto che non si trova dinanzi ad un artista bensì ad un tonico per l’intelletto.

Baj è meglio del caffè.